COMUNICATO DEL COLLETTIVO KINKYGIRLS SULLA PROPRIA PARTECIPAZIONE AL ROMA PRIDE 2025

Il Collettivo KinkyGirls ha attraversato per la prima volta il Roma Pride nel 2022 portando così la
novità dell’orgoglio, dell’energia e della potenza della lettera K unita a una scelta politica
transfemminista separatista.
Crediamo che i Pride siano il momento di massima visibilità ed energia delle lotte e dell’orgoglio
della comunità LGBTQIAPK+ e per questo nel tempo abbiamo deciso di provare ad attraversarli.
Siamo sempre statɜ consapevoli dell’importanza di dare visibilità alle sessualità non convenzionali,
da noi declinate in chiave separatista, transfemminista e come smascheramento del privilegio
patriarcale e riappropriazione del potere sui nostri corpi e desideri.
Il primo anno decidemmo di scendere in piazza a piedi e con uno striscione neanche tanto lungo
non sapendo se saremmo statɜ abbastanza per tenerlo: eravamo tantɜ e alcunɜ scesero in piazza con
noi per il loro primo Pride!

Le KinkyGirls in parata al Roma Pride 2022 tengono lo striscione davanti al Colosseo


Nel 2023 e 2024 abbiamo fatto la scelta di realizzare un grande carro kinky di 14 metri insieme ai
fratelli del Leather Club Roma, convintɜ che il nostro progetto politico, la nostra dirompenza, la
nostra unicità necessitassero di maggiore visibilità e potenza. Sono stati momenti incredibili! Unire
le energie di tante persone per creare dal basso e senza sponsor un carro così grande e visibile ci ha
dato molta forza e ci ha permesso di far avvicinare alla nostra lotta tante persone nuove.

Il carro KinkyGirls e Leather Club Roma alla parata Roma Pride 2023 davanti al Colosseo


Nel 2024 abbiamo anche sostenuto con forza l’esigenza di far aprire il corteo da una compagine di
Dykes on Bykes: con grande caparbietà e un pizzico di follia siamo riuscitɜ a far riemergere questa
antica consuetudine presente in molti Pride del mondo, mettendo alla testa della marcia la forza
rombante, pacifica, ma risoluta e potente di donne (cis, trans e queer) e persone trans in sella a
motociclette.

Le Dykes On Bikes insieme alle KinkyGirls davanti al Colosseo aprono la parata di Roma Pride 2024

E nel 2025?

Vogliamo qui condividere il risultato dei complessi pensieri e delle discussioni che
singolarmente e collettivamente abbiamo portato avanti. Le tematiche su cui ci siamo soffermatɜ
sono state queste:
ECOLOGISMO: C’è poco da dire. Parliamo spesso di intersezione tra le battaglie e quella di tipo
ecologista e per una concreta lotta contro il cambiamento climatico può partire anche dal mettere in
discussione l’esigenza di decine di camion che emettono fumi inquinanti a una manifestazione
come il Pride. A Parigi l’anno scorso hanno già scelto di metterli in discussione e crediamo che
questo sia un tema su cui iniziare un dibattito. Del resto, se a Stonewall avessero avuto i camion
Marsha Johnson non avrebbe potuto tirare il suo famoso tacco!
ELITARISMO: Preparare un carro per il Pride costa. Parecchio. E chiaramente non tutti i gruppi,
collettivi, associazioni se lo possono permettere. Questo crea un’ ingiusta e capitalistica distinzione
tra chi può rendere le proprie lotte più visibili e chi meno. Non ci piace, e non vogliamo nutrire
questo sistema. Gruppi, associazioni e collettivi sono costretti a trovare degli sponsor (quindi a
entrare in una logica commerciale) oppure, come noi, a a trascorrere l’intero anno a raggranellare
ogni euro per la visibilità di qualche ora, sottraendo fondi a lotte e progetti più personali e in linea
con la mission del gruppo e con una maggiore ricaduta culturale e politica. Quest’anno, abbiamo
deciso di destinare quelle stesse forze e quegli stessi fondi alla seconda edizione della KinkCon, a
cui scegliamo di dare la massima importanza.
QUESTIONE SPONSOR: L’ipertrofia a cui abbiamo scelto di consegnare i Pride di molte città
occidentali, con filari di camion, ospiti e feste scintillanti, comporta la necessità per i comitati
organizzatori di raccogliere sempre più soldi: questo si traduce nel vendere spazi nel corteo a
sponsor attraverso carri di aziende, ditte, enti che nulla hanno a che fare con le lotte LGBTQIAPK+,
su cui gravano ovviamente ambivalenze mostruose e lo spettro del rainbow washing. Anche a causa
di questa deriva nascono sempre più Pride separati in molte città, portati avanti da realtà dal basso
che non si riconoscono in questa sfilata collettiva di pacificazione con il sistema: gli anni scorsi,
come Col4ettivo, abbiamo frequentato entrambe le realtà (Pride “ufficiale” e pride “alternativo”,
ovvero Priot). Ci piacerebbe – utopicamente – che questa divisione non avesse più ragione
d’esistere, e decidiamo perciò di partire da noi per ripensare le modalità con cui portiamo avanti le
nostre lotte, ben consapevoli che le differenze sono ricchezza, ma la divisione non è forza.
COORDINAMENTO ROMA PRIDE: Nel 2022 il Collettivo KinkyGirls ha partecipato al
Coordinamento Roma Pride, con molte difficoltà: essere un collettivo dal basso e separatista fece
emergere numerose discrepanze tra le parole e i fatti all’interno di un Coordinamento ricco di
ambivalenze. Riconosciamo il lavoro difficile ed enorme che comporta organizzare il più grande
Pride d’Italia, non crediamo nel “fuoco amico” e saremo sempre accanto ai nostri fratelli e sorelle
della comunità LGBTQIAPK+, ma non vogliamo neanche lasciar passare sotto silenzio le
contraddizioni emerse, che rischiano di togliere forza e credibilità anche al migliore dei documenti
politici. Con la scelta di mettere in discussione la modalità “carro” per partecipare ai Pride,
vogliamo dare il nostro contributo ad aprire un sereno e costruttivo dibattito sui temi sopra esposti e
su alcune parole d’ordine e automatismi del Coordinamento in cui non ci rispecchiamo.


…e quindi?


Sabato 14 giugno il Collettivo KinkyGirls sceglie di scendere in piazza con striscioni e
bandiere, senza carro.
Inoltre, dato che siamo consapevoli della portata dirompente della visibilità della libertà sessuale
all’interno del Pride, soprattutto se in chiave transfemminista e separatista. e crediamo sempre nel
potere del dialogo e nella complessità, anche quest’anno chiederemo al Coordinamento Roma Pride
di poter organizzare l’apertura del corteo con le Dykes on Bykes.
Speriamo con questo documento di non avervi troppo deluso, ma anzi di aver acceso un dibattito e
un confronto, sempre con la speranza di vedervi accanto a noi sulla strada del Roma Pride.
Collettivo KinkyGirls

Comunicato disponibile anche in PDF

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